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PER CRUCEM AD LUCEM: I RITI DELLA SETTIMANA SANTA TRA ITALIA, SPAGNA E PORTOGALLO

"Per Crucem ad Lucem"

Catalogo della mostra fotografica

Articolo del dott. Francesco Stanzione


Parlare solo di Settimana Santa a Molfetta sarebbe riduttivo, in quanto i riti della pietà popolare legati alla Passione e Morte di Gesù Cristo hanno inizio addirittura il primo giorno di Quaresima, considerando anche le celebrazioni che si svolgono nelle Chiese di S. Stefano e del Purgatorio, sedi rispettivamente dell'Arciconfraternita di S. Stefano e dell'Arciconfraternita della Morte, protagoniste assolute di questo periodo.
A mezzanotte tra l’ultimo giorno di Carnevale ed il mercoledì delle Ceneri, dalla Chiesa del Purgatorio esce la processione della Croce, mentre il campanone della adiacente Cattedrale scandisce trentatré lenti rintocchi; una Croce, sorretta da un confratello della Morte incappucciato, percorre un itinerario che termina al Calvario con l'omelia e la benedizione del Padre Spirituale dell’Arciconfraternita della Morte.
La processione viene aperta da quattro musicanti che eseguono una antica melodia orientaleggiante in cui il rullo del tamburo, intervallato dal colpo ritmico della grancassa, fa da accompagnamento al flauto; alla fine di questo motivo, vi sono gli squilli di una tromba che costituiscono il cosiddetto “ti–tè”.
La prima Funzione Quaresimale si svolge presso la Chiesa di S. Stefano ed è il Pio Esercizio dei Cinque Venerdì.
A cura invece dell’Arciconfraternita della Morte è il Pio Esercizio a Maria S.S. della Pietà, durante le prime quattro domeniche di Quaresima.
Il quinto venerdì di Quaresima inizia il Settenario a Maria S.S. Addolorata, tenuto in tutte le chiese di Molfetta, ma quelle in cui viene più solennemente celebrato sono S. Stefano ed il Purgatorio. Il Venerdì antecedente la Domenica della Palme esce la processione dell'Addolorata.
Tre giovanotti in frak chiamati stradari aprono il sacro corteo, seguono il palliotto, che è l’insegna dell’Arciconfraternita della Morte, e la Croce con i due fanali, lo stendardo dell'Associazione Femminile e i confratelli.
Gli stradari sono preceduti da un quartetto di musicanti che esegue la stessa melodia della processione della Croce, ad inizio Quaresima.
Poco prima delle 16:00 viene portato fuori il baldacchino da sotto il quale passerà il simulacro dell'Addolorata, portata a spalla da quattro confratelli incappucciati. Le note della marcia funebre “Sventurato” accompagnano l’uscita della Vergine.
La processione si dirige in Molfetta Vecchia, uscendone dall’Arco, per proseguire il suo itinerario e terminare intorno alla mezzanotte con le note dello "Stabat Mater".
Con la Domenica delle Palme si entra nel vivo della Settimana Santa ed inizia la preparazione dei cosiddetti Sepolcri consistenti, sia in S. Stefano che nel Purgatorio, in una esposizione solenne ed altamente scenografica, la sera del Giovedì Santo, delle statue che verranno portate in processione rispettivamente il Venerdì ed il Sabato Santo.
Il Venerdì Santo si svolge la processione dei Misteri; alle ore 03:30 dal portone della chiesa di S. Stefano escono i tre stradari, seguiti dal palliotto dell’Arciconfraternita di S. Stefano e dalla Croce con i due fanali.
Tutto intorno è buio, dal momento che viene spenta anche la pubblica illuminazione.
Prima ad apparire è la statua di Cristo all'orto (Confraternita dell’Assunta), seguita da Cristo alla colonna (Confraternita del Buon Consiglio), Cristo alla canna (Confraternita della Purificazione), il Calvario (Confraternita della Visitazione); compare quindi il baldacchino sorretto dai confratelli di S. Stefano, portatori anche del Cristo Morto i cui piedi varcano la soglia della chiesa alle ore 04:00 in punto, al suono delle tristi note della marcia funebre “Conza Siegge”.
La processione si avvia, attraverso l’arco, nella città vecchia e passa davanti alla Chiesa del Purgatorio, distendendosi sul rettilineo di Via Dante e della banchina S. Domenico, inoltrandosi nel cuore della città; il rientro avviene alle ore 13:00 e le note della marcia funebre “Palmieri” ne scandiscono gli ultimi momenti.
Alle 11:15 del Sabato Santo si spalanca il portone della Chiesa del Purgatorio e, con le stesse modalità dell’Addolorata, incomincia a prendere corpo la processione della Pietà che però non si dirige nella città vecchia ma procede diritta per via Dante, chiamata il Borgo.
Apre il solito quartetto di musicanti, seguito dagli stradari, dal palliotto e dalla Croce con i due fanali; subito dopo la statua di S. Pietro (Confraternita dell'Assunta), seguito dalla Veronica (Confraternita del Carmine), S. Maria Cleofe (Confraternita della Purificazione), S. Maria Salomè (Confraternita della Madonna di Loreto), S. Maria Maddalena (Confraternita dell’Immacolata) e S. Giovanni (Confraternita di S. Antonio).
A mezzogiorno la banda intona le note della marcia “Dolor” all'apparire della Pietà, portata dai confratelli della Morte.
Alla ritirata, prevista intorno alle ore 21:30, la Pietà viene consegnata ai sacerdoti, in cotta e stola, poco dopo il mercato del pesce, in via Dante civico 91.
Le note dello “Stabat Mater” suggellano la fine della Settimana Santa molfettese.

                                                                Francesco Stanzione

Copertina Catalogo della Mostra